Martedì Feb 09

Benvenuti sul nuovo bellavoglia.it

Venerdì 05 Febbraio 2010 20:16

Il prode Muccino torna dopo due film negli states (uno discreto ma scontato, l’altro assolutamente fuori dalla realtà, ‘na cafonata) e prende l’unica sua opera degna di nota, quel last kiss imitato perfino a Hollywood, e mette in scena la più efficace trovata pubblicitaria cinematografica degli ultimi cinquant’anni: il sequel.

Prende i vecchi protagonisti (apparte Giovanna Mezzogiorno, che ha opposto un secco rifiuto, grande Giovanna) e apparecchia la tavola con un minestrone di “dieci anni dopo, i nostri eroi ritornano alle prese con amori desideri delusioni sogni eccecc” e cerca di far progredire i suoi personaggi, o meglio semplicemente concedendo loro un giretto circolare per poi tornare al punto di partenza, senza riuscire a farli crescere, come un capriccio qualsiasi di un piccolo artista che riprende in mano le sue creature cosi, per curiosità,per giocarci ancora un po’ se non, ma non vorrei pensare male, per puro interesse economico.

Se almeno la prima opera  ci raccontava qualcosa sui trentenni (un po’ ci riusciva un po’ non ci riusciva, almeno ci provava), bè questa sui novelli quarantenni non ci dice proprio nulla, mette insieme qualche stereotipo, ma in generale mostra lampante la mancanza di idee in una sceneggiatura che mette in scena due ore e venti (due ore e venti!) di piattezza assoluta, in un pout pouri di portiere sbattute e litigi infiniti, dentro belle case e prati fioriti, pioggia a go go per le scene drammatiche e attori di livello ridotti a ruoli senza carattere.

Viene da chiedersi perché alcuni tra i migliori attori della loro generazione accettino di interpretare il luogo comune di un’età mai descritta, di ex giovani sempre giovani che vagano qua e là tra macchine costose e uffici di nonsisacosa, senza leggere giornali né guardare la tv né chiedersi cosa succede nel mondo, domandandosi soltanto e in maniera isterica se “lei ti ama o non ti ama, e lei chi è”, tra corna reciproche, pianti a dirotto e scenate isteriche nella migliore tradizione mucciniana. Che poi uno si chiede quale immagine non dico vogliamo dare, ma quale immagine ogni cittadino ha del proprio paese, e se magari ce l’ha. Questi quarantenni problemi apparte quelli sentimentali con la loro bella sembrano non averne, denotando l’assenza di senso civico o almeno di un semplice concetto di socialità che li  renda partecipi dei problemi della collettività, cose tipo il rapporto con un immigrato, qualcuno che perde il lavoro, qualcun altro che non riesce ad avere un processo equo o ad avere eguali diritti nonostante la diversa religione o preferenza sessuale, cose normali in questo paese (il massimo dell’attualità sta in frasi come “c’è la crisi”).

Tralasciando la citazione iniziale verso Fini (che è l’inizio del nulla, perché se prima sei un fascista picchiatore e poi un berlusconiano che fa le leggi ad personam non è che dal nulla rappresenti la salvezza e la novità), verrebbe da dire che se questi sono i quarantenni, l’Italia lasciamola ai dinosauri, lasciamola precipitare lentamente nel baratro, spinta inconsciamente dagli ultimi disinteressati, perché di speranza non ce n’è.

Poi se vogliamo limitarci all’aspetto “artistico-narrativo”, diciamo che nessuno dei protagonisti si prende una responsabilità, nessuno sceglie il coraggio come via di risoluzione dei problemi, a tutti viene indicata la via giusta quasi come cadesse dal cielo, nel peggiore e nel più forzato dei lieti fine. Viene quasi da dire, blasfemia, che l’unico che tiri fuori le palle sia il personaggio di Claudio Santamaria (l’unico che tenta di salvarsi, assieme a Sabrina Impacciatore), suicida in una delle ultime scene, finalmente convinto della strada da prendere senza guardarsi indietro, opinione strana certamente, ma a mio parere quasi sensata.

Poi la mia personale opinione è che il buon Accorsi stia tanto bene a Parigi, che di Pasotti dalle scene non sentivamo la mancanza, e che Favino apparte nei lavori con Muccino sarebbe anche un buon attore (o almeno, visto la prova in questo, un attore), mi piace pensare che il cinema italiano non sia questo, non sia quello di Medusa dei Muccino e della pubblicità a ogni scena, dei finti maestri narratori dell’irrealtà, ma possieda ancora una sua verginità che fatica a mantenere ma per la quale lotta con tutte le sue forze, perché una speranza c’è, e viene tradotta nei titoli che ogni anno escono, invisibili e poco considerati, cocciuti nel tentare di mostrarci un paese per quello che è, ormai a pezzi ma che avremmo le capacità di ricostruire, senza però nè l’interesse né la voglia per farlo davvero. Evitando di fare il disfattista, e vedendo attorno a me ancora tante occasioni, ho un suggerimento per tutti quelli che ci impediscono di farlo. Al buon Muccino infatti consiglierei, stile migrante primo novecento, una nuova traversata dell’atlantico, alla scoperta di un mondo sfavillante pieno di opportunità per le sue toccanti storie di vita. Vai Gabriele, vai e non ti voltare, noi amanti del cinema ce ne faremo una ragione.

Venerdì 22 Gennaio 2010 16:03

Sono contento di essere arrivato tardi, che tanti se n’erano già accorti. Sono contento che le mie aspettative non siano state deluse, e sono contento di non essere l’unico a pensarlo,  anche se siamo ancora troppo pochi, ma mi associo a tutti quei pensieri. A tutti quei pensieri di quelli che quando vedono James Cameron che ci parla di 3D, di golden globe, di guadagni e sequel, cambiano canale girano pagina, e si perdono nelle storie, quelle raccontate bene, quelle che sembrano raccontate da noi. Che si perdono nella Livorno di venti trent’anni fa tra feste paesane e sezioni del Piccì,  una madre “importante”, ingombrante, che non sembra stare molto ferma,  un figlio che non è mai convinto, un figlio la cui prima cosa bella non lo è più tanto, “tutto il tempo a scrivere poesie tristi e a farsi seghe sui giornalini”, un futuro da tossico, ignoto normale, tanto se qualcosa non va si potrà sempre cantare.

Virzì continua a fare passi avanti, dopo aver descritto l’Italia contemporanea come nessuno (caterina va in città e tutta la vita davanti) ci racconta una piccola epopea, nella sua Livorno, rossa come non mai, nella Toscana che sembra essere sempre più sua, tra i set di Risi e Mastroianni, i carabinieri e le cameriere, e quelli di una volta a dirci “era proprio cosi”.

E noi tutti li ad eccitarci, però a dirci è una piccola storia non roviniamola, per tutti noi che gli occhialini li mettiamo sott’acqua non dentro un cinema, per noi che vogliamo essere diversi, che siamo diversi, e pazienza quelli che ci diranno ve la tirate o resterete sempre soli, noi a sussurrarci diamo a cesare quel che è di cesare, urliamo tutti insieme che Valerio Mastandrea in questo momento è il miglior attore italiano, certo nel pianeta di noi mortali e non in quello di Toni Servillo, ma sempre migliore è. Poi tutti a zittirci ad abbassare la voce, che neanche a lui piacerebbe, lui resta quello di velocità massima e non pensarci. E allora proviamo a dire che Claudia Pandolfi la vorremmo in ogni film, ed è sempre più perfetta, ma anche qui non urliamo, ci basta un suo sorriso. Però camminiamo verso casa soddisfatti, per sopportare quel peso non ci servono tentativi di kolossal, oscar ad personam, nel paese dove non possiamo costruire un capolavoro a tavolino, ma possiamo ancora improvvisare piccole meraviglie.

E come a dire ha ragione Concita, “ridiamo le parole alle cose”, aggiungendo però che questa Italia sembra ancora non sia perduta, sembra voglia perdersi ma poi cambia idea, e queste opere non vogliamo sottovalutarle perché non sono solo storie sono speranze, sono tutto quel sommerso dentro di noi che sembra lentamente riaffiorare, pazienza se servirà un bagno nell’acqua fredda, tanto non abbiamo il costume. Più fredda sarà, più servirà a svegliarci, perché Virzì ha quel pregio lì, è amaro, quanto mai realistico, è la realtà che non ti aspetti ma dovrai affrontare, è come una vecchia canzone nell’Italia che non c’è più, o come una bellissima canzone ancora da scrivere, nell’Italia che non sai come sarà. Il bello di Virzì, però e nonostante tutto, è che un sorriso non te lo nega mai, ed è un sorriso, quello più adatto, quel sorriso che ti permette di capire.

Sabato 26 Dicembre 2009 12:06

Continuo negli sproloqui non richiesti e poco divertenti, ciò che vedo ciò che sento, qualche pensiero durante questo ultimo consiglio comunale prima delle feste.

Omaggio a vespignani. Non lo conoscevo, ma è dovuto ed è la prima cosa da fare stasera, seria e importante. Speriamo di sentirne altre, di cose serie, nel corso della serata.

Dalla parte dei cittadini! Si la foto falla a noi, si un bel primo piano per andare sul giornale sisi, comunque dalla parte dei cittadini!

Sabato scorso festa al centro giovanile a fiesso, la terza, anzi la prima con le cooperative, la seconda col nuovo sindaco, però non è inaugurazione come la prima ma neanche come la quarta, insomma comunque buona affluenza dei giovani castenasesi, impegnati a fermare l’invasione del centro da parte dei giovani (!??) della sinistra. In verità festa annullata per neve, grande alleata nella battaglia contro la trasformazione in centro sociale del fortino di fiesso

Scusa ghino, colpa nostra, colpa mia di jan della serena eccecc che leggendo le tue frasi volevamo censurarti, cancellare il blog, proclamare lo stato di emergenza democratica, cancellarti dalla faccia della terra, non lasciarti libero di esprimerti e chiedendo solo una piccola dissociazione a un gruppo politico che è arrivata dopo innumerevoli richieste e dopo esserci presi valanghe di insulti, alla faccia dei ribelli vittime di soprusi. Scusaci ghino. Ora magari, il web è libero tutto quello che vuoi hai ragione lo diciamo da quando andavamo alle medie, magari possiamo parlare un po’ di politica, che te ne pare?

Voglio un Sermenghi vestito da babbo natale che si arrampichi sui tetti e porti gli auguri ai cittadini, il tutto a costo ZERO per le casse comunali.

L’altra mattina tagliavo la san vitale passando da dietro e ammiravo il panorama innevato della campagna di questo splendido paese, e mi è presa una paura da ambientalista radicale. Tanto per dire che sappiamo che i comuni sopravvivono con gli oneri di urbanizzazione e io non sono il ragazzo della via gluck, però magari sarebbe bello fermarsi un po’. Credo che un ipermercato sopra un sito archeologico basti e avanzi.

Oltre a smentire tutte le “falsità”, sarebbe bello svelare un po’ di “verità”.

Siamo arrivati al punto che per dimostrare l’inutilità del nucleare rispetto alle energie rinnovabili e al risparmio energetico servono motivazioni “economiche”. Sempre per la questione fermarsi un po’ il segretario del partito a cui sono iscritto non è ancora riuscito a dire un no secco al nucleare. Iscritto ancora per poco.

Muro tra la baschieri e pellagri e la lungosavena(quando ci sarà) per evitare incidenti. Situazione esplosiva(ah ah, ok la smetto). Non basta l’inceneritore, siamo terra di conquista ormai. La voglio qui la centrale nucleare, altrochè a ca orso a casa di bersani, la voglio QUI.

“come ricorderai dalla prima riunione a cui hai partecipato” si si la ricorda è l’unica che ha fatto figurati…

“speriamo solo non diventi un centro sociale” o come disse quel vecchietto passando davanti al centro il giorno della festa “a me basta che non ci portate la droga, fate quello che volete” parole sante.

L’odissea del tetto dell’airone, missione possibile? Io quelli non me li metterei contro sono tantissimi se si arrabbiano pure. Carta bianca a Ruscelloni per risolvere la grana.

Svegliate qualche membro della maggioranza, fategli votare qualcosa, qualsiasi cosa.

(sbadiglio)

Pausa macchinette, utilissime

(sbadiglio vergognoso, dovrei farmi allontanare dall'aula)

parole forti, si profila un clamoroso gruppo misto, membri uno, il più ribelle tra i ribelli.

“investire sul futuro” è sempre una buona frase da buttar lì, per tutte le stagioni,e adesso parliamo un po’ dei diritti dei pensionati

Discorsino conciliante numero (imprecisato) del 21 dicembre: sempre importante, ma servirebbe altro

Tutti pronti, tutti on line per la prima volta, speriamo non sia anche l’ultima. Qualità scarsa, però risultato raggiunto, continuiamo a migliorare

Bravo Nunzio, lo spazio finisce, basta costruire. Non è cosi difficile da afferrare

Voto condiviso, giù applausi: aria di inciuci dalemiani. poco prima clamorosa accusa di perdita di tempo proprio da coloro che l’avevano perso, il tempo, e grossi punti interrogativi su quanto serva per scaricare tre programmi open source: 12mesi? 18 mesi? (sottotitolo una classe politica al passo coi tempi). Fuori, per la cronaca, freddo e gelo.

mozione sull’omofobia:”non possiamo perdere tempo cosi, perché dovremmo prima parlare di cose serie, poi facciamo un consiglio con venti punti di cagate”        (consigliere della maggioranza, durante la pausa, visibilmente scocciato da argomenti tanto frivoli)

questo clichè che i verdi parlano solo di alberi

(“serve mantenere le strutture, non costruire nuove cose...” comincia a chiudersi la palpebra, e intanto a castenaso vedo sempre più cantieri)

Sproloqui che spingono all’uscita: Berlusconi virtuoso, primi in europa, avete dimenticato regalate tessere del pdl.

è il momento dei mitomani, tra il papa e re silvio. ora per svegliarmi mi butto su lionello con una biro appuntita e vediamo che succede

Cedo clamorosamente al sonno dopo un paio d’ore, dimostrando scarsissimo senso civico, butto li al comandante uscendo “vado a vederlo a casa su internet” con annesso sorriso falsissimo da paraculo. però devo dire che qualcosa si sta muovendo, non so bene cosa, ma c'è voglia di fare da parte di molti

La versione ufficiale per chi mi ha visto andare via prima sbadigliando, non si preoccupi, è ovviamente “sono corso a casa a controllare i dati sul bilancio di Grandi”.

p.s. mi hanno riferito data la mia colpevole assenza, che constata l’ora tarda e ricollegandosi al punto voglia di fare di cui sopra, uno dei padri della repubblica di centro destra ha proposto di votare gli ultimi tre punti all’unanimità e tutti a casa. Massì, Buon natale.

Venerdì 04 Dicembre 2009 18:18

Tutto cominciò cosi: “cattocomunista, talebano, ortodosso ex Pci, clerico comunista, fan di Sgarbi. E tu non ci puoi fare niente, nienteee!”
I siti più che non aggiornarli meglio non farli.
Servirebbe un altro presidente del consiglio comunale.
Sarebbe utile che i consiglieri magari si parlino prima del consiglio,
o almeno che offrano un buffet ai presenti per ingannare l’attesa.
Urge analisi approfondita di alcuni esponenti dell’opposizione.
Ma perché a giugno abbiamo inaugurato tre strutture di cui una ha cominciato a funzionare a pieno ritmo dopo un mese, l’altra aprirà a febbraio (dev’essere la terza o quarta apertura) e la terza a settembre prossimo? Si lo so cosa c’era a giugno, però non capisco lo stesso.
Il consiglio stasera sembra una mezza farsa, tra pause premeditate e ribelli “spontanei”, divertente per chi si diletta a osservare questo teatrino di reazioni umane, ma qual è la reazione di chi deve seguirlo seriamente?
Perché su dieci persone della maggioranza parlano in due-tre? Una bella regolina che ogni proposta viene presentata a turno da ogni membro no?
È divertente che l’unica persona che parla realmente di obiettivi, di fatti, di “o lo faccio o mi dimetto”, l’unico politico in questo consiglio che parla in modo chiaro e deciso, sia un giornalista.
Evviva i politici non di professione.
“Vi considero usciti, vi considero rientrati”
“noi invece rimaniamo dentro, e votiamo favorevole”. Grandioso.
Dialogo o consenso?
Bellavoglia fare l’assessore al bilancio…massimo rispetto.
Proprio oggi parlavo con un membro della cooperativa proprietaria del cinema che diceva più o meno “il 31 dicembre si chiude e basta”. Poi vedo in consiglio il programma del cinema da gennaio a marzo, molto interessante pieno di belle cose, davvero. Mi chiedo solo se l’hanno visto anche quelli della cooperativa.
Oltre alla foto di Napolitano nelle aule consiliari vorrei anche quella di Brunetta.
Noi non molleremo mai i nostri dipendenti vaffanculo blablabla.
Un sacco di faccie poco convinte, compresa la mia. Mica tanto per chissà quale scandalo, è proprio che molti non hanno sgamato cosa è successo. Un po’ di sbadigli, un po’ di parole da addetti ai lavori, era più divertente a maggio che si giravano le baracchine sbevazzando qua e là.
Ma, cosa più importante, non manipolate i microfoni che sono delicati.

Pagina 1 di 10

Video popolari

Sondaggio del giorno

Che giornale leggete più frequentemente?












Risultati

Iscriviti/Accedi

Newsletter

Ricevi direttamente sulla casella email tutte le novità di Bellavoglia! Novità su bellavoglia.it Ricevi HTML? Occasionissima

Bellavoglia Radio

Statistiche

Utenti : 51
Contenuti : 162
Hits visite contenuti : 14816

Giustizia per Federico

Federico Aldrovandi

Eventi

febbraio 2010
lmmgvsd
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728

Bellavoglia su Youtube