Mercoledì Set 08

Statista o opportunista?

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Attualità - Invettive

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Si va tanto parlando in questi giorni di Gianfranco Fini, presidente
della camera dei deputati e personaggio di gran moda un pò dappertutto
dopo il nuovo "look", da ex MSI a uomo delle istituzioni e dalle
dichiarazioni "più a sinistra di molti di sinistra". In realtà Fini si
è espresso semplicemente in maniera ragionevole su vari temi, laicità
dello stato, cittadinanza ai cittadini stranieri con permesso di
soggiorno, difesa della magistratura della corte costituzionale e del
presidente della repubblica. Niente di speciale, se fossimo in un
paese normale. invece con queste dichiarazioni ha fatto gridare, da
destra, a un tradimento perpetrato ai danni del grande capo, ricevendo
invece dalle opposizioni un plauso, che in realtà è la speranza di
molti di una destra si conservatrice ma ragionevole e aperta alle idee
e al passo coi tempi, quella destra europea e "democratica",
finalmente futuribile e finalmente post berlusconiana.
Il fuorionda in cui si è espresso, come aveva già fatto pubblicamente
peraltro, non contro il consenso di cui gode berlusconi ma contro la
sua aspirazione da monarca assoluta, ha scatenato il finimondo, e i
giornali si esprimono ampiamente sulla questione: ne tratta Massimo
Franco sul Corriere, su Repubblica Giannini parla del dualismo
"Fini-Berlusconi" come delle due destre presenti oggi in italia,
infine su "il Fatto" ci si dilunga sulla nuova moglie del co fondatore
pdl e sull'ascendente che avrebbe avuto sul presidente nel momento del
suo cambiamento/nuovo look(...). Alcuni pareri interessanti vengono
anche dal web, principalmente da Peter Gomez e dal "nostro" Mario
Adinolfi. Il primo afferma che Fini può "piacere o non piacere per il
suo passato(recente) da post-fascista, oggi però sembra che Fini sia
l'unico politico a parlare da uomo delle istituzioni....in un paese in
cui ormai citare la costituzione fa correre il rischio di essere
bollati come pericolosi rivoluzionari" insomma niente di nuovo,
dichiarazioni super partes, importanti ma che dovrebbero essere date
per scontate. è proprio qui sta la stranezza: non essendo in questo
paese certe dichiarazioni cosi scontate "Fini si trova all'improvviso
a sedere sulla poltrona di capo di un'opposizione che non c'√®.  Se si
andasse oggi ad elezioni buona parte dei suoi consensi verrebbero
raccolti nelle file di chi votava Partito Democratico. Non perché Fini
sia di sinistra. Ma solo perché in queste settimane pare ragionare da
persona normale. E questo, per i cittadini che ancora pensano con la
loro testa, è già molto. " Questa è la situazione, strano ma vero.
Il buon Adinolfi va giustamente controcorrente e mi trova d'accordo su
molti punti: "Complice la consueta azione miope del quotidiano la
Repubblica, sta passando nel paese una sorta di canonizzazione della
figura politica di Gianfranco Fini, contrapposto nel ruolo dell'eroe
buono a quel cattivone di Silvio Berlusconi. Gianfranco Fini chi è?
Gianfranco Fini è un uomo che passa i primi quarant'anni della propria
vita a esaltare il fascismo, a tenerne in vita la memoria celebrando
ogni 28 ottobre la marcia su Roma, per poi convertirsi alla democrazia
dopo aver fatto il candidato a sindaco di Roma nel 1993, non senza
proclamare in quello stesso anno che "Mussolini è il più grande
statista del secolo", che i gay non dovrebbero insegnare, che da
nazionalista convinto non poteva "mai e poi mai" stringere patti con
la Lega. Nel 1994 una strana alleanza proprio con la Lega lo porta al
governo e l'anno successivo con grande opportunismo rinuncia ai
simboli fascisti, mette in soffitta il Movimento sociale italiano e
fonda Alleanza nazionale.
E' solo l'inizio di mille travestimenti e giravolte. Disprezzato dalla
destra dura e pura che lo vede come un "traditore", Fini prova a
vestire diversi abiti finché non ne trova uno che gli stia comodo
addosso, come quello cucitogli addosso oggi da la Repubblica, quello
di "eroe buono" appunto. Ma in realtà il Fini di governo è quello che
sta nella sala operativa nei giorni del G8 di Genova nel 2001, che nel
2002 promuove la inumana legge Bossi Fini sull'immigrazione, che vota
silenziosamente tutte le leggi ad personam fino allo splendido 2007
che si chiude con la nascita del Pdl e Fini che dice: "Non c'è nessuna
possibilità che An entri nel Pdl, siamo alle comiche finali". Salvo
accomodarsi docilmente sul predellino due mesi dopo, ottenere lo
scranno di presidente della Camera e da lì fare i comodi propri,
incurante della delicatezza del ruolo istituzionale che svolge.E' un
politico pragmatico che sta peraltro prosciugando il bacino elettorale
del Pd, I democratici italiani pagheranno a caro prezzo l'errore
strategico colossale di esaltare il movimentismo di Fini per provare a
mettere in difficoltà Berlusconi."
Adinolfi è estremo, ma dice le cose come stanno: prima di tutto non
apprezza la sponsorizzazione di alcuni dirigenti pd ad ogni mossa di
fini, interessati solamente a grandi alleanze coi vari casini e
montezemolo vari, cosi incapaci di costruire un'alternativa di governo
realmente di sinistra tanto da farsi dare lezioni di opposizione da un
ex fascista. Infine, per il caro Gianfranco un consiglio, giusto per
essere credibile anche nel dopo berlusconi dove ci sarà da agire e non
solo da sproloquiare su ovvietà dallo scranno più alto di palazzo
Chigi: spieghi che cosa ci faceva quel giorno nella caserma di genova,
disconosca la legge sull'immigrazione che porta la sua firma e dice
l'esatto contrario di ciò che professa lei ora, e in generale prenda
definitivamente le distanze da berlusconi e si impegni in prima
persona a ripristinare legalità e rispetto delle istituzioni, come a
parole sta già facendo.
Cosi, per vedere se è tutto vero, se fa sul serio, o è la solita
boutade di un trasformista all'italiana qualunque....






Così Fini si trova all'improvviso a sedere sulla poltrona di capo di
un'opposizione che non c'è. Se si andasse oggi ad elezioni buona parte
dei suoi consensi verrebbero raccolti nelle file di chi votava Partito
Democratico. Non perché Fini sia di sinistra. Ma solo perché in queste
settimane pare ragionare da persona normale. E questo, per i cittadini
che ancora pensano con la loro testa, è già molto.

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