Politica
Che noia queste elezioni
Liberi! (forse)
Politica, per modo di dire
Dopo la lunga pausa natalizia, Bellavoglia riprende a scrivere e comunicare le sue pessime idee.
Giovani e incazzati
Provare a ripartire, tornare a credere
Potrei spiegare per l’ennesima volta di cosa
tratta la mozione, potrei dirvi il motivo per cui mi ha convinto,
potrei dirvi perché secondo me dovreste votarla: potrei dirvi tante
cose, e nulla vi convincerebbe davvero. Meglio guardare ai fatti: una
mozione, una
terza via, creata dal nulla da un nugolo di volontari coraggiosi, presi
poco sul serio fin dall’inizio ma che hanno creato qualcosa,
presentando un politico non di professione alla segreteria e
legittimando la propria presenza alle primarie con un ottimo risultato
nei circoli, raggiunto quando ormai tutti avevano pi√π volte scosso la
testa. Sono pochi fatti, chiari, che descrivono splendidamente dei si e
dei no, anch’essi molto chiari. Di fare appelli, e controappelli non ne
ho voglia,vorrei solo dirvi una cosa che un volontario ha detto qualche
giorno fa: davanti ai temi decisivi (immigrazione, lavoro, ambiente,
diritti civili, questione morale e tanto altro), possiamo scegliere
come al solito di dire alle persone che hanno bisogno di soluzioni
“aspettate, portate pazienza”, continuando la falsariga di una politica
immobile e autoreferenziale, chiudendo ancora la porta a un futuro
pieno di novità e a coloro che possono renderlo possibile, quel futuro.
Oppure possiamo aprirle, le porte di questo partito e di questo paese,
a chi sceglie finalmente il Partito Democratico come il modo migliore
per raggiungere quel futuro, a chi sceglie di voler fare un passo
avanti e porta in dote nuove idee e nuove proposte. Per questo la
nostra sarà pure una causa disorganizzata, con qualche lacuna, con
personaggi nuovi e poco conosciuti, sarà pure una “causa persa” ma, per
raggiungere questi
obiettivi posso dirvi che la mozione che sostengo è, oltre ogni ragionevole dubbio, quella giusta.
Questo il mio ultimo “endorsement” per Ignazio Marino, candidato alla
segreteria nazionale del PD, e per Thomas Casadei candidato a quella
regionale.Sono gli ultimi giorni di campagna, e ripenso un po’ al percorso di
questi due mesi, la mia prima esperienza politica: i giorni di luglio,
il lingotto dei Piombini, dalla Serracchiani a Chiamparino e da lui a
Marino, e il tesseramento per cominciare a rimboccarsi le maniche
offrendo il proprio impegno, invece che continuare a lamentarsi degli
altri. I primi passi nell’ambiente, la collaborazione come editor per
la preparazione del programma di Thomas Casadei, le letture
interminabili delle mozioni alternate coi libri degli esami rimasti
indietro. La ricerca di proseliti nella piccola Castenaso, qualche giro
nei paesini a presentare la mozioni, i congressi delle persone, quelle
di nuovo da ascoltare, quelle da mettere di nuovo al centro della
proposta.Il congresso di circolo e quel delegato conquistato, la convenzione
provinciale con l’intervento di Enrico Procopio e quella regionale con
quello, bellissimo, di Thomas. In mezzo un sacco di parole, giornali e
blog, un’intervista meravigliosa di Pietro Spataro a Ignazio Marino
alla festa dell’Unità. Qualche amicizia trovata sul campo, nata su
battaglie comuni, che sono nate prima di questa avventura e che
verranno portate avanti anche dopo la sua naturale conclusione. Nel
continuo della campagna tanti discorsi, mille incontri, il ruolo di
outsider (o di invisibili, per certi giornali) e poche convinzioni,
chiare e decise: laicità come metodo, dire dei si e dei no molto chiari
sui ogni tema, un partito che sappia aggregare, “strutturato perché partecipato”, e il sentore che se non fosse per questo chirurgo
e per la sua proposta cosi anticonvenzionale per la politica di oggi,
molti di noi questo percorso neanche l’avrebbero intrapreso.
La preoccupazione per un dibattito lungo e che spesso è sembrato
autoreferenziale, ma che nei suoi momenti migliori ha visto la
partecipazione di quattrocentomila persone nei circoli impegnate, al di
là dello schieramento per una delle tre mozioni, a creare
un’alternativa finalmente valida e reale. Nel mezzo, una visione
privilegiata su un paese che ondeggiava tra timidi raggi di sole,
l’incostituzionalità del lodo alfano decretata dalla consulta, e
preoccupanti rannuvolamenti, dalle poche risposte alla crisi economica
allo scudo fiscale fino alla bocciatura della legge Concia alla camera,
in un giorno in cui la maggior parte degli italiani si è convinta che a
perdere fosse stata solo una porzione di paese, “diversa”, e non
l’Italia intera come in realtà è successo.
Dalla convenzione nazionale fino al duello televisivo di Youdem,
passando da quello delle Iene, una cantilena di domande e di progetti,
di intenzioni e convinzioni, tra alleanze e risposte pi√π o meno chiare.
Si forse traspare anche dalle mie parole un po’ di stanchezza verso la
fine di questa maratona, ma approfitto di quest’ultima occasione per
ribadire ciò che già è stato detto da molti, ma che va comunque
sottolineato: Il 25 ottobre è NECESSARIO andare a votare, provare a
sostenere il partito che può essere la svolta per l’Italia.
Riguardo alla preferenza, credo ancora che l’opzione Ignazio Marino sia
la pi√π valida. La sua corsa alla segreteria fatta di volontari
entusiasti, di persone e di politica dal basso, di risposte chiare e di
nuovi argomenti, di un partito che faccia sintesi delle diverse
opinioni al suo interno, che discuta animatamente ma che sia unito di
fronte al paese. Un Partito Democratico che sia il protagonista
principale del cambiamento dell’Italia, non una forza come tante in una
coalizione che non riesce a governare.
Un nuovo modo di intendere la politica, quello che a ogni insulto,
diceva Zapatero, risponde con una proposta. Quello di chi crede che la
politica possa trovare soluzioni se esercitata con passione e nel
migliore dei modi, abbandonando quella sindrome da ultima spiaggia e
ricominciando a pensare che qualche piccolo passo ragionato nel tempo
sia pi√π utile che corse sfrenate alla cieca. Tornare a crederci,
insomma, è il risultato minimo che dovrà scaturire dalle primarie di
domenica: e vista la situazione e la portata dell’obiettivo, ritrovare
entusiasmo e partecipazione per questo partito sarebbe già un grande
risultato.
Pier
Altri Articoli...
Pagina 1 di 5

Argomenti 


