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Attualità - Politica

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Dopo la lunga pausa natalizia, Bellavoglia riprende a scrivere e comunicare le sue pessime idee.

Come spesso capita, mi piacerebbe scrivere di politica (sorpresa) e delle sue degenerazioni.

Di che scrivere? I temi alla ribalta sono Craxi salvatore della patria e il caos sulle regionali.

Partiamo dal primo. Era da anni che si provava a riabilitare il corrotto Craxi, ma mai con questa forza e determinazione e mai con appoggi istituzionali (Presidente della Repubblica fra i peggiori della storia della Repubblica compreso) così chiari. La storia d'Italia degli ultimi trent'anni sembra un continuo crollare dei freni inibitori dettati dalla moralità e dall'onestà politica, una ritirata inarrestabile delle regole di base della convivenza civile. Questa è una causa della celebrazione, ma non l'unica. E' fin troppo chiaro il legame a doppio filo tra Craxi e Berlusconi, ante e post mortem del primo. Dapprima, il leader socialista padrino politico dell'imprenditore brianzolo che solo grazie alle leggi ad personam (ha cominciato presto, il ragazzo) confezionate su misura per lui ha potuto continuare a trasmettere abusivamente le sue televisioni private su tutto il territorio nazionale. E ora, il secondo che si dipinge come ideale erede di Bettino, perseguitato giudiziario, impegnato nella crociata contro i “comunisti” che si oppongono al “progresso” e alle “riforme”, vittima di una congiura dei poteri forti (ah ah ah ah ah ah, i “poteri forti” contro Berlusconi e Craxi, loro più fedeli servitori). C'è gente che ci crede, che volete che vi dica.

Insomma, è evidente che si riabilita il socialista morto in “esilio” (altra barzelletta; piccolo vocabolario per analfabeti, politici e non: dicasi “esiliato” colui che non può tornare in un paese; “latitante” colui che, per fuggire al giudizio della magistratura del suo paese a proposito dei suoi eventuali crimini, emigra volontariamente e a cui nessuno nega la possibilità di fare ritorno) per riabilitare il Berlusconi prossimo giudicato dalla magistratura. Fantastici quelli che distinguono il Craxi statista dal Craxi delinquente, come se l'aver aumentato il debito pubblico dal 70 al 92%, l'aver abolito la scala mobile, l'aver reso il Partito Socialista un ricettacolo di manigoldi tesi alla spartizione del potere, non facessero parte della sua veste politica. I fedelissimi ricordano la miracolosa Sigonella. Certo, un atto di indipendenza raro nella storia servile dell'Italia nei confronti dell'impero Usa. Ma di cui Craxi si è fatto ampiamente perdonare, lamentandosi a gran voce dei bombardamenti sulla Libia, ma fornendo segretamente le basi italiane per far decollare i cacciabombardieri statunitensi. Uno statista ladro, e bugiardo, su cui non bisogna accanirsi, ma che non merita nessuna rivalutazione, né giudiziaria, né politica.

Le regionali. Anche qui ci sarebbe da ridere, se non fosse il caso di piangere. Un D'Alema che dice a Vendola “la politica è fatta anche di passi indietro” è commovente, è il punto di non ritorno. Non posso che levarmi il cappello, chapeau. Emma Bonino nel Lazio potrebbe contribuire all'uscita della Binetti, e quindi sarebbe vittoria a prescindere dalle elezioni. In Puglia ci saranno le primarie tra Vendola e Boccia, un dejà-vu dal risultato non proprio scontato. I candidati del PD più autorevoli sarebbero già al terzo mandato, quindi fioccare di polemiche anche nelle regioni rosse, ma in molte regioni sia il PD che il PDL (messo peggio di quanto vorrebbe far sembrare) non hanno ancora deciso chi candidare. Le alleanze sono variabili e caotiche, ma la frase migliore l'ha messa a segno Casini, che si vende al miglior offerente regione per regione: “o con noi o con i no-global”.

Comments (2)
Da parte di un ex -socialista
2 Venerdì 22 Gennaio 2010 13:31
Sandro Nanetti
che dal 1975 fino alla fine del craxismo ha sempre rinnovato la tessera ogni anno, ha dedicato volontariamente parte del suo tempo e, diciamo la verità, ci ha creduto abbastanza.
Alla fine della storia, vista la piega che han preso le cose, sono rimasto così male da quanto andava emergendo che ho deciso per un bel pò di non occuparmi di politica e , se per caso un giorno avessi ripreso, di non iscrivermi più a un partito.
Vedo però che l'anniversario del povero Bettino, come spesso accade, è vissuto o come acritica esaltazione dell'uomo o come condanna irrimediabile ed assoluta di tutto quel che ha significato la sua leadership.
Come sempre, anche se è banale dirlo, la verità sta nel mezzo.
Il partito socialista di Craxi va visto nel contesto storico
in cui era inserito.
Io c'ero e posso dire che la base era fatta anche di tante brave persone che semplicemente condividevano valori di progresso sociale, di giustizia, di libertà ma non si riconoscevano in un partito comunista ancora legato ai paesi del blocco sovietico, anche nella impostazione del suo operare in Italia.
Posso dire che parecchie idee lanciate da Craxi (per esempio una società in cui coesistesse l'attenzione ai meriti ed ai bisogni) sono quelle dalle quali un partito progressista che vorrebbe essere moderno come il PD non potrà prescindere nel suo difficile tentativo di proporsi agli italiani come alternativa credibile a chi ora è al governo.
Poi ci fu la corruzione : ieri sera ad Anno Zero qualcuno si chiedeva se fosse più grave rubare per sè (come sicuramente Craxi ed altri della sua corte han fatto) o rubare per il partito (come quasi tutti i partiti del tempo han fatto, anche se qualcuno è risultato misteriosamente indenne dalle indagini e dalle conseguenti punizioni).
Personalmente penso che occorra tempo e maggiore distacco per poter valutare con equilibrio quello che il Partito Socialista e Bettino Craxi, nel bene e nel male, hanno significato per l' Italia.
è ora che tutti scelgano, anche il PD
1 Mercoledì 20 Gennaio 2010 01:39
pfp
Quel che sta accadendo è fin troppo chiaro: si riabilita il corrotto morto per beatificare il corruttore vivo. Si rimuovono le tangenti della Prima Repubblica per legittimare quelle della Seconda. Si sorvola sulla latitanza di Craxi per apparecchiare nuove leggi vergogna che risparmino la latitanza a Berlusconi.
L’ha ammesso, in un lampo di lucidità, Stefania Craxi: "Gli italiani non credettero a Bettino, ma oggi credono a Berlusconi". Ma perché credano a Berlusconi su Craxi, ne devono ancora passare di acqua sotto i ponti e di balle in televisione. Stando a tutti i sondaggi, la stragrande maggioranza degli italiani di destra, di centro e di sinistra è contraria a celebrare Craxi, come è contraria all’immunità parlamentare e alle leggi ad personam prossime venture. Forse gli italiani sono ancora migliori di chi dice di rappresentarli.

"E allora, tanto peggio tanto meglio. Si dedichino pure a Craxi monumenti equestri, targhe votive, busti bronzei, strade, piazze, vicoli, parchi e soprattutto tangenziali. Dopodiché si passi a Mangano (sono ancora in tempo: anche lui scomparve prematuramente nel 2000). Così sarà chiaro a tutti chi sono i "loro" eroi. Noi ci terremo i nostri e da domani chiameremo i lettori a sceglierli.
A Mangano preferiamo ancora Falcone e Borsellino. A Craxi e a Berlusconi, politici diversi ma limpidi come De Gasperi e Berlinguer. Ieri, poi, ci è venuta un’inestinguibile nostalgia per Luigi Einaudi e Sandro Pertini." Marco Travaglio

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